QUESTO NON E' AMORE

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 LE CIFRE DI UNA STRAGE QUASI QUOTIDIANA

127 lo scorso anno, 30 in questa prima parte del 2013 e un'escalation ben più drammatica in queste ultime settimane. Dal 2001 al 2011 ben 210 donne uccise in Italia soprattutto madri di famiglia tra i 25 e i 54 anni, vittime innocenti della rabbia, del rancore, della gelosia, di un sentimento di bieco possesso. 

 

Donne uccise da mariti, compagni, padri, fratelli, figli, ex fidanzati o partners che non sono riusciti a superare lo stress di un rapporto ormai finito o l'abbandono unilaterale o una decisione non personale. E questi uomini giungono al gesto estremo dopo mesi o anni di violenze psicologiche o fisiche, troppo spesso ancora non denunciate o scambiate per amore.

Dalle associazioni femminili, dal mondo della cultura e dello spettacolo e da tutte le donne libere, si solleva alto un grido unanime per dire BASTA!!

Come ci si può difendere dal violento che ci vive accanto? Sappiamo già che la violenza si scatena quasi sempre tra le mura domestiche, all'interno di un rapporto affettivo o sentimentale. Sono uomini che, d'un tratto, si trasformano in mostri. Il campanello d'allarme deve scattare la prima volta che quell'uomo normale vi suscita una qualsiasi forma di paura. Che siano botte, aggressioni verbali o sessuali, minacce di morte, ricatti economici, violenza su oggetti o animali domestici, controlli ossessivi dei cellulari, delle mail, degli spostamenti o delle amicizie e delle libertà personali. Tutti indicatori che devono spingere la donna a chiedere aiuto ai Centri Antiviolenza (1522) che sapranno valutare il rischio che si corre e fornire adeguata protezione. Bisogna avere sempre e comunque il coraggio di parlare e denunciare, questa è una emergenza sociale. Basta con l'accettare la follia travestita da falso amore, è invece sanguinaria e incontrollata violenza da parte di uomini che non si rassegnano a considerare le donne come persone con un cervello o un'autonomia. Non è soltanto un problema di leggi inappropriate o disattese ma di bacata mentalità, sulla quale tutte le madri del mondo dovrebbe lavorare alacremente, unitamente alle istituzioni e ai politicanti.

Il mondo della cultura e dello spettacolo è insorto cercando di stimolare alla riflessione attraverso la pubblicazione di romanzi che parlano del problema o monologhi teatrali che affrontano senza barriere la tematica. Il nostro centro culturale appoggia con convinzione questa causa. Tutti insieme diciamo basta alla violenza sulle donne!!!!

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