I bambini non si toccano

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Una scuola elementare di Cittadella, le forze dell’ordine, un padre e uno psichiatra da un lato, una zia e una madre dall’altro, che vedono strapparsi con violenza inaudita il piccolo bambino di 10 anni per ordine del Tribunale dei Minori di Padova, sotto gli occhi attoniti di maestri, compagni di classe e passanti. La zia non dimentica di filmare la scena, agghiacciante, che ha suscitato l’indignazione di tutti gli italiani. Scene di ordinaria devastazione familiare, dove, come spesso accade, i figli minori sono oggetto di disputa di genitori impazziti che si contendono l’affidamento a colpi di avvocati e perizie psichiatriche. La Corte D’Appello di Venezia ha deciso che il bambino, che attualmente è affidato a una casa famiglia, deve stare col padre. Non entriamo in merito alla decisione giuridica, le sentenze vanno rispettate, ma sentire un bambino di 10 anni urlare e chiedere "aiuto" invita alla riflessione. Riflessione dei genitori che, concentrati su se stessi, dimenticano che il figlio non è un pacco postale, delle Forze dell’Ordine, che non possono attuare metodi da "Stato di Polizia", dei Tribunali che prima di prendere decisioni così delicate dovrebbero capire "il modo giusto" per farle attuare. Non ci sono giustificazioni, di nessun genere, per quello che è successo. I bambini non si toccano e non è moralismo spicciolo dettato da una cultura protettiva, ma il buonsenso che dice che chi non può difendersi da solo va tutelato dalla violenza, fisica e psichica.

Silvia Calanna

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