IL PIACERE DELLA BUONA LETTURA: "Alla (Ri) scoperta degli ideali perduti"

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Con la crisi che incombe e le varie problematiche che i comuni cittadini si trovano ad affrontare quotidianamente, la parola d'ordine è una sola: risparmio. Cosa hanno in comune, la crisi, il risparmio, ed un vecchio classico come “Orgoglio e pregiudizio”? Più di quanto si possa immaginare. Chi di noi, uomo o donna, giovane o maturo, non ha mai passato un periodo nero, davvero nero, uno di quei momenti in cui ci si sente sentimentalmente avviliti, spenti, delusi dalla vita, dall'amore, da tutto ciò che ci circonda, ci si lascia prendere dallo sconforto e si crede che tutto è ormai passato, scaduto? Da parte mia, credo che questa “fortuna” sia toccata a molte più persone di quante non osino ammetterlo. Ed è in questi periodi che, chi è psicologicamente più fragile, più predisposto, rischia seriamente di buttarsi via, di svendere la propria dignità, di accontentarsi delle briciole, di tuffarsi in relazioni infelici, malsane e pericolose. Chi ci ama vorrebbe fermarci, farci tornare alla ragione, ma non è sempre così facile. Spesso si pensa perfino di ricorrere ad uno psicologo, ad uno specialista che sappia ricondurre la persona ferita e depressa sulla retta via, che sappia ridonare autostima a chi ormai non si giudica altro che uno scarto della società. E questo, come sappiamo, comporta dei costi notevoli, che non tutti possono affrontare. Ma, prima di arrivare a tanto, forse, una soluzione c'è.

 Economica, indolore e perfino piacevole. In alcuni casi può, se non risolvere del tutto il problema, di certo dare un grosso, grossissimo aiuto. Mi riferisco a un vecchio, buon libro. Proprio così. Vi sono svariati e innumerevoli titoli certamente, ma in tal caso, voglio prendere ad esempio proprio: “Orgoglio e pregiudizio”. Un vecchio classico scritto da Jane Austen più di 2 secoli fa, che ancora oggi, come nel mio caso, possiede il potere di cambiare la vita di chi si accosta alla sua lettura. Infatti, leggere di tanti sani valori, di un amore così valido e pulito, di tanta eleganza di modi, di intelletto, fa bene all'anima. Ancor di più, riscoprire il “potere” intellettivo delle donne oggi, quando il genere femminile viene "rappresentato" solo in lingerie stretta su un fisico rigorosamente perfetto, fa profondamente riflettere. Il libro sottolinea come l'ansia di piacere a tutti i costi che caratterizza i nostri tempi, è forse la chiave di tutti i nostri disagi. Elizabeth e Mr Darcy non fanno nulla per piacersi, per accattivarsi il favore reciproco, a primo approccio. Tutt'altro, danno spazio ai loro reali caratteri ed aspirazioni. Ed è questa la vera attrattiva. Noi donne, ci siamo ormai tanto abituate a vedere nelle nostre TV, tronisti super corteggiati che scelgono le pretendenti come fossero merce all'ortofrutta, ci siamo tanto arrese all'ideale del “tanto se non ci stai tu ne avrò altre 100 ai miei piedi”, da aver perso il senso di unicità di noi stesse, la nostra preziosità e questa visione dozzinale dei sentimenti, rischia di compromettere a lungo andare il nostro comportamento, le nostre “pretese sull'amore”. Rileggendo il romanzo di Jane Austen, viene nuovamente solleticata, invece, la speranza sopita in ogni essere umano di essere “unico”, prezioso, di valere abbastanza da condizionare le opinioni di chi ci ama, di
poter cambiare positivamente chi tiene a noi, perchè “ne valiamo la pena”. In definitiva, dopo aver sfogliato l'ultima pagina del romanzo, ci si rende conto di possedere la forza morale di cambiare, di chiudere rapporti inadeguati, di dare un taglio netto alla vecchia vita, di riuscire a ricominciare da capo. E lo si fa davvero. Non sottovalutiamo mai, dunque, l'enorme potere dei libri. Spesso non consideriamo quanto possa essere “magico”, incredibile, il potere della carta scritta, la capacità che le parole hanno di resistere al tempo, ai
cambiamenti del mondo, ad ogni cosa. Se Jane Austen potesse sapere che un suo romanzo scritto alla fine del 1700, in un epoca tanto diversa, abbia potuto cambiare radicalmente la vita di una sua lettrice d'oggi, in una diversa parte del mondo, credo che ne sarebbe enormemente meravigliata. Infatti, le sue parole, scritte di suo pugno, hanno parlato 200 anni dopo ed hanno condizionato oggi le scelte di una giovane ragazza di cui lei non poteva neanche sospettare l'esistenza.

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