CARA BOLLETTA, TI SCRIVO!

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Cara bolletta, ti scrivo. Non cerco “Bulletti né Bullittini” come si dice a Catania, ma solo di fare un po' di luce su certe questioni che assillano la nostra realtà quotidiana. Enel, Gas, Rai, Acqua e tanto altro, non ha importanza;… “tantu siti tutti ‘i stissi!”. Un bimestre trascorre brevemente, ma lesta è la mano che “sborsa” a ogni tuo puntuale arrivo “uso cambiale”. Cara Bolletta Enel, mi rivolgo soprattutto a te che fra tutte sei la più illuminata. Ti posso dare del tu, vero!?…Tanto ci conosciamo benissimo. Pensavo che mantenessi la linea, e invece ti sei fatta davvero pesante anche tu. Dicono che hanno stretto i rubinetti, che l’economia deve riprendersi dalla botta pandemica degli ultimi due anni; a me sembra oramai che “cchiù scuru ‘i menzannotti non po' fari”. “Supra ‘a vàddira, ‘ncraunchiu”; tradotto significa che piove sul bagnato. Purtroppo, la variante “kilowatt” sembra imperversare nel Paese; non c’è un vaccino che porti alla guarigione per questo. L’immunità di gregge, termine “bucolico” di arcadica memoria, stanne certa che arriverà solo con il raggiungimento della rassegnazione collettiva. E’ indubbio che l’Italia stia soffrendo oltremisura sulla pelle del popolo l’affezione per Covid. Certe decisioni politiche prese un giorno sì e l’altro pure, mettono i consumatori nelle condizioni di essere “cunsumati”. Intanto al suo capezzale, i soliti virologi le inventano tutte pur di rimanere sotto i riflettori. Sostengono che bisogna intervenire a tutti i costi. Già… a tutti i costi; di questo le case farmaceutiche ne sono consapevoli. Non si parla d’altro che di antinfiammatori e tachipirina; restando in vigile attesa si corre però il rischio di far morire il Paese, non credi!?? Allora non ci resta che aggrapparci alla speranza. Non vorrei sembrare di cattivo augurio, ma “Cu di spiranza campa, dispiratu mori”. A Natale, tre “Virostar” da salotto hanno messo da parte il camice bianco e si sono dati al canto. Visti i risultati, non sembra essere stata un buona idea. Dalle nostre parti, la loro esibizione è stata “salutata” con una deliziosa parodia. “…Ci ‘ncappai, ci ‘ncappai…’ah comu ci ‘ncappaiii….”; secondo il caratterista civitoto Melo Zuccaro, questo è il nuovo ritornello della nota canzone “Jingle Bells” adattata ai nostri tempi. Vedi cara bolletta, ormai tutto è diventato “virale”. Basta un “influencer” qualsiasi per ricordarci quanto “infettivi” siano anche i social. Tutti gli azzeccagarbugli politici sono all’opera per evitare possibili cortocircuiti. Vorrebbero intervenire per scongiurare una crisi del sistema. Loro sanno benissimo che tutti gli oneri aggiuntivi sono insopportabili. Una bella “potatura” ci vorrebbe. Carissima, “tu sta custànnu troppu assai”; ce ne devi dare atto. Da un anno a questa parte sei cresciuta a dismisura. Troppo. Ne sanno qualcosa i poveri imprenditori che pagano una grossa fetta della tua torta. Loro sono rimasti davvero in bolletta(scusami la citazione). Ormai non ci si esprime più in chili ma…in chilowat. Un peso enorme per le tasche dei contribuenti. Lo so, di fronte alla bilancia è tutto relativo. Come non dare ragione al grande Einstein? Avevi accanto un fisico perfetto, te ne sarai accorta, no!!? Vedi di non ingrassare più, ti prego, perché più ingrassi e più brutta diventi. Cara bolletta, adesso ti devo lasciare(si fa per dire), ma sappi che la tua crescita è parecchio contagiosa; forse più del Covid stesso. Tutto aumenta “a cascata”, è così che si finisce dritti in ospedale. Sappiamo benissimo che di questo passo arriveremo al punto di non poterti pagare più. In attesa di fonti alternative, vuol dire che ci affideremo nuovamente al lume a petrolio o, più romanticamente, alla luna. Nel lontano 1973 venne introdotta in Italia, la politica dell’austerità. Scaturì da congiunture internazionali che fecero schizzare molto in alto il “barile” dell’oro nero. Volarono petrodollari a non finire. Il vento li ha portati verso i paesi arabi. “Allà, non a quà” per dirla con un anziano signore alquanto “struruso”. Si fece, dunque, di necessità virtù. La domenica, tutti a piedi o in bicicletta. Fosse esistito il monopattino elettrico, sarebbe stato usato anche quello. Alcune famiglie ritrovarono il gusto della passeggiata in carrozzella. Quasi un ritorno al passato. Poi arrivarono le “targhe alterne” e tutto finì.

 

Pubblicato su La Sicilia del 20.01.2022

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