CARLO BUTI, "L'USIGNOLO FIORENTINO" II PARTE

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Domenica 31 marzo al Centro culturale V.Paterno’-Tedeschi, nell’ambito delle attivita' culturali domenicali, si è svolto il secondo appuntamento dedicato al cantante fiorentino Carlo Buti. Relatore, Nunzio Barbagallo, collezionista e critico musicale.Nuove canzoni  in aggiunta a quelle già ascoltate lo scorso novembre. Carlo Buti, tenore di grazia prestato alla musica leggera, è stato un vero e proprio Pezzo pregiato della canzone italiana. Nel corso della sua carriera ha inciso oltre mille canzoni con varie Case discografiche, tra queste la famosa "Columbia". A lui si ispirarono cantanti del calibro di Narciso Parigi, Otello Boccaccini e Claudio Villa, tanto per fare dei nomi. Quest’ultimo ha pure affermato che “nessun cantante potra’  mai arrivare alla grandezza del maestro Buti.”  Con la sua voce duttile, potente,  intensamente delicata, l’artista fiorentino poteva permettersi di cantare di tutto; come in effetti ha fatto. Dalla Lirica, alla canzonetta; dalla romanza all’operetta, possiamo considerare Carlo Buti il re del Bel canto. Nunzio Barbagallo ha allestito e commentato una scaletta di ben 25 canzoni  incise dal grande cantante fiorentino in un arco che va dal 1935 al 53. Canzoni che cantate alla sua maniera assumevano una luce di inteso splendore riuscendo perfino a mandare in estasi. Peccato che dopo la sua morte, complice anche il repentino cambiamento dei tempi, la sua figura è andata via via affievolendosi fino quasi a scomparire del tutto. Oggi è più conosciuto nelle Americhe dove fu per lungo tempo in tournée che non in Italia. Da qui, L’iniziativa del Centro culturale Paterno’-Tedeschi tramite Nunzio Barbagallo, di dedicargli una serie di “puntate” volte a rendergli omaggio rivalutandone la grandezza.

Nel riquadro, il relatore Nunzio Barbagallo.