CAPODANNO 2019

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Alla fine non ci siamo fatti mancare nulla. La pioggia torrenziale c’è stata, il vento  pure; la tromba marina formatasi sullo ionio ha solo mostrato i muscoli ma, fortunatamente, niente di più. Arrivata affievolita sulle nostre coste, si è dissolta. Acqua fresca, menomale. Il clima è cambiato, è vero; le cause sono quelle che già conosciamo.  Anche quello politico non sembra essere più lo stesso: Lo tsunami si è abbattuto su Catania, ma sotto forma di dissesto. Era nell’aria e si respirava da tempo. Smog allo stato puro. Il raffreddore è arrivato puntuale come ogni anno. Un appuntamento di cui faremmo certamente a meno .  I più anziani ricordano però che una volta era diverso. Il virus era  sempre dello stesso ceppo e con le stesse caratteristiche. Come mai!?  Si curava con un salutare “Proffumo”  a base di  bicarbonato sciolto nell’acqua bollente, oppure col “Viks vaporum”  prima che arrivasse l’aspirina. Molto efficace era anche il vino cotto, caustico ed espettorante.  Le nonne raccomandavano poi di osservare scrupolosamente la regola delle tre L: Latte, letto e lana! E funzionava; eccome se funzionava! Quando si andava a letto con l’asiatica, con la svedese o con altra influenza declinata( chissà perché) sempre al femminile, si ironizzava anche con la febbre a 40. Dove però  nessuno si sente di  ironizzare, è il disastroso terremoto che ha improvvisamente colpito in questi giorni alcuni paesi dell’acese. Tanti danni ma, miracolosamente, nessuna vittima. Per un momento, l’Etna è apparsa davvero cattiva più che un “Gigante buono” come noi catanesi la consideriamo. Ma  che anno ci stiamo lasciando alle spalle!!? Sono in molti a chiederselo adesso. “N’annu non è comu n’autru! È vero; e su quello nuovo si appuntano sempre tante speranze a partire dalle proprie condizioni di vita. Da qui riti e simboli che in quasi  tutto il mondo si materializzano il 31 dicembre, notte di San Silvestro. I riti del Capodanno Romano prevedevano che si sostituissero i vecchi rami posti  l’ingresso dei principali templi. I nuovi ramoscelli di alloro che rappresentavano la rinascita della natura, venivano scambiati vicendevolmente dai romani come gesto ben augurante. Questi ramoscelli prendevano il nome di strenne, perché venivano raccolti all’interno di un boschetto Sacro dedicato  a “Strenia”  dea della fortuna e della felicità. Da qui deriva il nome di “strenna”, usato ancora oggi per indicare i regali che vengono fatti all’inizio dell’anno. Ma i veri riti si consumano a tavola, preferibilmente seduti indossando lingerie di colore rosso. Il colore rosso è simbolo d’amore e fortuna. Un vero amuleto da utilizzare però per una sola sera. Attenzione: mai piangere o innervosirsi, perché altrimenti l’anno nuovo potrebbe esserne condizionato. Scomparsa quasi del tutto la barbara usanza di gettare la roba vecchia dai balconi, restano i botti con pistole e fucili per “scacciare col rumore”-si dice-  “gli spiriti negativi”. Un modo, questo, molto rischioso che potrebbe far iniziare l’anno nuovo nel peggiore dei modi. Meglio i fuochi d’artificio, quelli consigliati dagli esperti.  Dalle nostre parti, quando si consolidò l’uso del telefono, i più superstiziosi formulavano un numero a caso per saggiare  il possibile andamento futuro. Sarebbe stato di pessimo auspicio se a rispondere fosse stata una voce dello stesso sesso. Molto diffusa è ancora oggi l’usanza di  intingere il dito indice nel bicchiere dello spumante( o del vino) passandoselo poi dietro l’orecchio. Un gesto fortemente augurale visto che  le due bevande sono considerate portatrici di gioiosa spensieratezza. Che dire delle lenticchie e del melograno? Sono simboli di ricchezza e prosperità. Consumarle nei bicchieri piuttosto che nei piatti, sarebbe di maggiore auspicio. Ma in un cenone che si rispetti non possono mancare “Anciddi”(capitoni) e “Pasta cca nnocca”, ovvero pasta con alici e  piselli  .  ‘U cucciddateddu cche nuciddi era un gustoso dolce dalla caratteristica forma di ciambella. Cosparso di nocciole o mandorle, i bambini ne andavano matti. Ormai è raro a vedersi. Il carciofo è di buon auspicio per la salute, mentre “cotechino” e “rocculi affucati sono autentiche delizie di ogni palato. Insomma: “Panza mia fatti capanna” e …Buon anno a tutti!!!

Nella Foto, Tavola imbandita per il cenone di Capodanno.

                                               

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