LA GELOSIA

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La gelosia nel senso comune è la paura di perdere qualcosa o qualcuno che ha molto valore. E' un sentimento naturale e da non demonizzare che ha grande importanza e mira alla conservazione della specie: nei maschi è legata alla certezza della paternità e nelle femmine alla necessità di tenere legato il partner in grado di assicurare il "futuro" alla prole.

 

E' dunque un'emozione della quale non bisogna vergognarsi purchè non oltrepassi i limiti. La gelosia è normale e inseparabile dall'amore verso il partner o i figli, se non ci fosse si potrebbe dubitare che sia vero amore. Serve a far sentire l'amato veramente amato perchè, attraverso di essa, si manifesta la paura di perderlo. C'è un bisogno di essere ammirati e scelti come unici distinatari dell'investimento amoroso e sessuale del partner dal quale si esige una presenza e disponibilità totale e continua. Il partner geloso vede nell'altro uno specchio di se stesso.

Quando questo sentimento però oltrepassa i limiti, si trasforma in patologia, prende origine da sospetti infondati e forma strane idee che non hanno alcun riscontro nella realtà. Il consiglio è quello di rivolgersi a uno specialista che può scoprire se c'è in atto un disturbo più grave come depressione, paranoia, panico o disturbi della personalità. La gelosia patologica porta pensieri e comportamenti ossessivi, è un'estenuante ricerca del tradimento, un controllo minuzioso del partner, della sua corrispondenza, degli abiti, di cellulare e PC. L'ansia e l'aggressività emergono facilmente. La gelosia è spesso riscontrabile negli alcolisti cronici, può trasformarsi in delirio o fatti di cronaca come i cosiddetti delitti passionali. Alla base di tutto restano l'ansia, una bassa autostima, insicurezza e fragilità.

Anche se viene definita il "sale della coppia" e riporta l'attenzione sull'esclusività dell'altro, l'intensità della gelosia provata è uguale sia negli uomini che nelle donne. Cambiano solo i comportamenti a essa associati. Gli uomini prendono di petto la situazione affrontando il rivale, agendo attivamente, manifestando energicamente. Le donne invece soffrono a livello emotivo, si disperano, si deprimono e si ammalano. Una reazione comune è invece quella di rimuginare con tormento sull'accaduto. Il sentimento della gelosia trae origine dall'infanzia spesso da una cattiva relazione instaurata con i genitori che non hanno saputo potenziare l'autostima dei figli. Freud è stato uno dei primi studiosi ad occuparsene. Egli ha ipotizzato 3 diverse tipologie:

- gelosia competitiva o normale, quando è consapevole, contenuta nel tempo e superabile;

- gelosia proiettiva, quando si proiettano sul partner i propri desideri inconsci;

- gelosia delirante, quando si decide che il partner è comunque colpevole anche se non è vero.

Il problema si risolve prima di tutto non nascondendosi ma parlandone a uno specialista che può lavorare per aiutare a migliorare il senso di sicurezza personale. Il sentimento della gelosia richiede approcci clinici diversi a seconda della gravità.

Barthes Roland diceva: "Come geloso io soffro 4 volte: perchè sono geloso, perchè mi rimprovero di esserlo, perchè temo di ferire l'altro, perchè mi lascio soggiogare da banalità. Soffro d'essere escluso, aggressivo, pazzo e come tutti gli altri".

 

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