INVENZIONI: APPARATO PER LA RACCOLTA ED IL RICICLO DELLA CERA PRODOTTA DAI CERI VOTIVI

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Se non è un novello Archimede, poco ci manca. Riesce a trasformare materiale da riciclo in vere “opere d’arte”. Non a caso i suoi presepi in miniatura costruiti con frutta  essiccata, all’interno di bottiglie e quant’altro sono stati esportati in buona parte d’Europa e perfino in Australia. Di brevetti ne ha già depositati tre e ne promette altri per l’immediato futuro. Carmelo Geraci(Milicchia per gli amici), tecnico informatico nella succursale dell’istituto scientifico Galileo Galilei di Catania, sessant’anni a febbraio, inventore per passione, adesso giura di avere risolto una volta per tutte i problemi causati dai ceri votivi portati in processione lungo le strade durante le feste Patronali. La festa di Sant’Agata non fa eccezione. Finora la scolatura della cera nelle strade è stata un’autentica spina nel fianco tanto per i devoti costretti a fare i conti con le ordinanze sindacali(mai rispettate) che vietano espressamente l’accensione in pubblico dei torcioni, tanto per la stessa amministrazione comunale che prima e dopo i festeggiamenti è costretta a dispiegare in forze il proprio personale addetto per rimuovere l’insidiosa patina che si forma sul manto stradale. Senza parlare della paralisi del traffico come diretta conseguenza.  In passato, purtroppo, ai tamponamenti a catena e agli scivoloni dei mezzi a due ruote si sono aggiunti gli incidenti mortali. Finora accorgimenti come lo spargimento della segatura lungo tutto il tracciato e l’istituzione dei punti di raccolta si sono rivelati palliativi utili sì ma che non sono serviti a risolvere un problema che investendo una consistente comunità devozionale rispettosa delle tradizioni, si trascina da sempre. Ben vengano le proposte valide da qualunque parti esse provengano. “Una simile invenzione ”-ammette Geraci che nei suoi ingegnosi lavori ha coinvolto tutta la sua famiglia(moglie e due figli appena adolescenti)-“venne presentata in Germania nel 1932 ma fu subito scartata perché mancante dei requisiti tecnici specifici necessari che nella mia invece, essendo stati accertati, sono stati pienamente accolti dall’ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico”;

-In che cosa consiste questa sua invenzione:

“Si tratta di un congegno semplice da fissare all’estremità del cero votivo mediante un manicotto, in grado di rimanere sempre in posizione verticale qualunque sia l’inclinazione del cero votivo stesso e, quindi, di accogliere la cera sciolta in una vaschetta estraibile posta al suo interno. Il contenitore, per la sua forma, protegge la fiamma da eventuali correnti d’aria impedendone lo spegnimento. Inoltre, essendo realizzato con materiale ignifugo limita il rischio di incendio. Lo sportellino posto frontalmente consente l’estrazione del contenitore per lo scarico del contenuto in appositi luoghi di raccolta”.

-Oltre ad impedire lo scolo della cera sul selciato, quali altri vantaggi può apportare la sua invenzione

“Sicuramente quello di prevenire incidenti di qualsiasi genere. Non c’è pericolo che al passaggio dei portatori di cera tra la folla qualcuno possa rimanerne ustionato. La cera che si recupera non si disperde nell’ambiente, anzi può essere benissimo riciclata per usi di convenienza”. 

-Come nasce questa sua passione per l’invenzione;

Nasce dall’osservazione costante dei problemi quotidiani; problemi che spesso possono essere risolti con pochi efficaci accorgimenti senza trastullarsi tanto. La loro soluzione spesso è a portata di mano, solo che facciamo fatica ad accorgercene.

 

Nella Foto, a sin: L'inventore Carmelo Geraci.

 

Pubblicato su La Sicilia del 30.01.'18                                                    

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