CULTURA E SPETTACOLO: "Il Viaggio della Canzone...dalla radio alla televisione".

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Al teatro-museo dei pupi “Nino Insanguine”si è svolta nei giorni scorsi la conferenza spettacolo “Il Viaggio della canzone…dalla radio alla televisione”. Nel salone dove il puparo Nino Insanguine fino agli anni ottanta dello scorso secolo costruiva i suoi pupi, non c’erano solo attempati signori desiderosi di ritornare indietro nel tempo, ma anche giovani cultori amanti del bel canto.  Accantonati i vecchi grammofoni a tromba, la radio, almeno fino all’avvento della televisione, svolse un ruolo fondamentale per il passatempo degli italiani.  In questo periodo la canzonetta ebbe la massima diffusione. Nacquero nuovi cantanti, mentre il ruolo di compositori e musicisti trovò il giusto risalto. “Le canzoni sono la dignità di un popolo, il suo quotidiano e la sua storia”, parola di Lucio Dalla. E come non dare ragione al compianto cantautore recentemente scomparso; lui che rappresentò degnamente la migliore tradizione canora italiana. 

Protagonisti del “Revival” già proprosto lo scorso mese ad Adrano, l’attore e regista Gianni Sineri e il Duo Calì-D’Arrigo. Sineri, nel suo excursus attraverso le tradizioni e dei costumi italiani nell’arco di tempo che va dalla prima guerra  mondiale fino al primo festival di Sanremo, ha dato ampio spazio alla musica.

Il Duo Calì-D’arrigo (Nuccio e Anna Maria), un’affiatata coppia di coniugi unita nella vita e nell’arte (cantante lei, chitarrista lui), accompagnato dall’orchestrina composta da Santo Privitera e Lino Rabuazzo ( mandolini), Salvo Pirrotta (violino), Angelo Costantino (chitarra), Vittorio Cardaci (fisarmonica),  ha eseguito i motivi più celebri di quegli anni. La calda e intonata voce della cantante Anna Maria D’Arrigo, per oltre due ore ha deliziato la platea. Dalla mitica “Reginella” alla attualissima “Se potessi avere 1000 lire al mese”; da “Amado mio” dell’ammaliante Rita Hayworth del film “Gilda”, al  simpaticissimo “Pippo non lo sa”, è stato come rivivere tempi che ai giorni nostri sembrano ormai distanti anni luce. (Nella foto, un momento della manifestazione).

 

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