COMMEMORAZIONE DEL POETA E SCRITTORE PIETRO BRUNO

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Quale definizione dare a Pietro Bruno(Catania 1925-2014): Poeta dialettale, saggista, storico, antropologo o scrittore? Egli nei suoi libri trattò un po’ di tutto questo.  Fu un infaticabile divulgatore. Facendo tesoro degli studi, delle sue ricerche,delle sue osservazioni quotidiane, ha lasciato ai posteri un patrimonio corposo, prezioso e di grande qualità. Una vera manna dal cielo per gli studiosi delle tradizioni popolari. Di questo autore, insieme al figlio Antonello Bruno e al poeta Nunzio Spitalieri ne ha parlato il giornalista e scrittore Santo Privitera nel corso della conversazione organizzata dal Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi”. “Bruno, oltre ad avere fatto parte di questo sodalizio per un breve ma intenso periodo, attraverso la sua attività divulgativa ne ha interpretato pienamente i dettami. La sua cultura spaziò in lungo e in largo. L’attitudine all’indagine lo condusse a ricercare anche la minima notizia che potesse soddisfare la curiosità del lettore. Non si fermò nei dintorni ma, allungando il suo sguardo verso altre realtà del mondo, si spinse ben oltre. Di Catania lo affascinava

la spontaneità del popolo, l’irruenza dei paesaggi etnei, l’imprevedibilità del carattere dei suoi abitanti. Noto fu l’attaccamento verso la propria città, della quale non mancò di esaltarne le bellezze architettoniche, la storia e la genuinità dei costumi. La stupenda teatralità con la quale era solito recitare la sua lunga lirica(105 versi) dedicata alla Pescheria-ricorda Privitera-era stupefacente. Un misto di calore e colore che non ha eguali”. “La Passione per la sua Sicilia era molto forte-rivela il figlio Antonello; appena conclusa la carriera di Geometra al Genio civile di Catania dove lavorò per 44 anni, si mise all’opera”. Pietro Bruno amava anche le minime curiosità: gli aneddoti, i proverbi e le poesie e furono il suo pane quotidiano. La frequentazione assidua con il prof. Santi Correnti(Riposto 1924-Catania 2009)gli permise di mettere insieme tutte le esperienze e le conoscenze acquisite nel corso degli anni precedenti”. Scrisse numerose opere, alcune delle quali prefate da personaggi altisonanti come Roberto Gervaso,Pippo Pattavina, Filadelfio Basile e lo stesso Correnti; ricordiamo: “Nasci ‘nt’o cori” poesie il lingua e in dialetto(1975); “La Sicilia in versi”,  acrostici (1981); “Anagrammando gli uomini: nel nome il destino”(1995) che gli valse nel 1996 un invito al “Maurizio Costanzo show”; “Duemila proverbi in lingua e in dialetto”(1999); “Aforismi e aneddoti”(2004); “La modella e l’architetto”, romanzo tratto da un fatto realmente accaduto(2006); “Amore proibito”, romanzo Giallo(2010); “Curiosità nel mondo”(2010), dedicato alla moglie Caterina. Aveva nel cassetto altri due lavori su Via dei Crociferi e su Taormina, ma non ha fatto in tempo a pubblicarli. Colpito da ictus, restò invalido fino alla morte sopraggiunta nell’agosto del 2014. 

Nella foto, Pietro Bruno. A fianco, i relatori della commemorazione.

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