LE BIOGRAFIE: "Giovanni Vicari,un mandolinista catanese a New York"

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Giovanni Vicari era nato a Catania nel 1905. La città di Bellini, come da tradizione, pullulava, a quel tempo, di musicisti e poeti che non solo si esibivano nei teatri ma anche per le strade, nei cortili e nelle botteghe artigiane. Al tempo delle Novene e delle serenate, Catania era tutta un fiorire di note e di poesia. Giovanni crebbe in questo clima stupendamente idilliaco, e quando nel 1925, all’età di vent’anni emigrò in America con tutta la sua famiglia, si portò dietro i retaggi di un breve ma intenso bagaglio di vita vissuta. A quel tempo, un certo Giovanni Gioviale, apprendista barbiere e musicista di talento, malgrado la sua giovane età muoveva i primi passi verso il successo. Giovanni Vicari, di venti anni più giovane di lui, fu un bambino prodigio. I primi rudimenti musicali li ebbe dalla madre, abile suonatrice di chitarra. All’età di 15 anni già suonava con buona tecnica il violino, il mandolino e la chitarra. Più tardi, a New York, città nella quale nel 1925 si trasferì stabilmente, sulle orme del Jazzista e direttore d’orchestra statunitense Paul Whiteman imparerà anche il banjo. Tra gli anni ’20 ’30 e ’40, eseguiti alla radio e incisi su dischi, scrive un gran numero di pezzi strumentali; sono mazurke, polke e valzer destinati agli spettacoli per la comunità italiana in America. A Catania, giungeranno con molti anni di ritardo. Musicisti e collezionisti ne posseggono oggi un buon numero; più che registrazioni originali, si tratta però di soli spartiti musicali. Giovanni Vicari, meglio conosciuto all’estero col nome di “Juan”, fu un vero e proprio virtuoso del mandolino. La sua tecnica di esecuzione abbastanza studiata, fu meno intensa rispetto a quella funambolica di Gioviale, ma stilisticamente più raffinata. Gioviale ebbe una carriera più libera; Vicari, invece, più istituzionale. Mentre le composizioni di Gioviale furono più estrose e vibranti, quelle di Vicari risentirono molto di un bagaglio culturale solido e robusto.

Oltre alla carriera di solista, Vicari trovò posto nelle più importanti orchestre di quegli anni, tra cui quelle del Re del Mambo Xavier Cugat, Arturo Toscanini e Leonard Bernstein. Dal 1949 e fino alla sua morte avvenuta nel 1985, ha suonato nei più grandi palcoscenici d’America. Suoi gli interventi musicali solisti al banjo nel celebre musical “Hellò Dolly” e, al mandolino, nella colonna sonora de “Il Padrino”. A proposito: Vicari prese parte come orchestrale alle riprese del film capolavoro di Francis Ford Coppola. Veste i panni del mandolinista che durante la scena del matrimonio intona il celebre leitmotiv.

 

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