Biografie

SANT'AGATA TRA LA GENTE DELLA SUA CATANIA

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Con la giornata di oggi si concludono i festeggiamenti agatini. Ieri è  stata una giornata molto intensa cominciata con l'apertura del sacello e l'uscita del Busto Reliquiario. La V.M. Agata accompagnata in sottofondo dal solenne Inno a Lei dedicato, nel tripudio generale si è presentata ai cittadini. I devoti commossi, al grido di "Citatini evviva Sant'Aita"" hanno levato in alto i loro fazzoletti in segno di giubilo ed esultanza. Poi la solenne messa dall'aurora celebrata dall'Arcivescovo metropolita Salvatore Gristina prima di iniziare il Giro esterno cosiddetto "Giru 'da marina". Per tutto il giorno la città ha vissuto momenti di giubilo "pricchì c'era Sant'Ajta fora" (perchè c'era Sant'Agata in giro). I tradizionali fuochi pirotecnici in piazza Jolanda e al Fortino; la sosta nella chiesa del Carmine e la Salita dei cappuccini sono stati tra i momenti più esaltanti. Questa mattina sarà il Cardinale Tarcisio Bertone a celebrare il Solenne pontificale. Nel pomeriggio è previsto il consueto "Giro interno", il "Giro nobile", cioè, in quanto il Fercolo attraverserà le vie del centro storico caratterizzato dai palazzi barocchi dal quale le famiglie più in vista della città, al suo passaggio, come di consueto, si affacceranno per il tradizionale saluto. Prima del rientro previsto nella prima mezza mattinata di domani, i tradizionali fuochi del Borgo, la salita di Sangiuliano( che con molta probabilità si svolgerà  "a passo"), e il canto delle clarisse in via Crociferi.

 

 

SALVATORE CAMILLERI: "SESSANT'ANNI DI POESIA E LETTERATURA SICILIANA"

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Scrivere di Salvatore Camilleri (Catania, 1921) è, necessariamente, un po’ ripercorrere la storia della poesia e della letteratura siciliana degli ultimi sessant’anni. A Palermo, prima che terminasse il 1943, Federico Di Maria venne a trovarsi a capo di un nucleo di giovani poeti dialettali: Ugo Ammannato, Miano Conti, Paolo Messina, Nino Orsini, Pietro Tamburello, Gianni Varvaro, e nell’Ottobre 1944 venne fondata la Società degli Scrittori e Artisti di Sicilia (che ebbe sede nell’Aula Gialla del Politeama). Sul versante ionico, nella Catania del 1944, il gruppo di cui Salvatore Camilleri era l’animatore: Mario Biondi (nella cui sala da toeletta di via Prefettura si tenevano gli incontri diurni, mentre di sera li attendeva il salotto di Pietro Guido Cesareo, in via Vittorio Emanuele 305), Enzo D’Agata, Mario Gori ed altri già appartenenti all’Unione Amici del Dialetto, si ribattezzò (dietro suggerimento di Mario Biondi) Trinacrismo e La strigghia, un solo foglio redatto perlopiù da Salvatore Camilleri e battuto a macchina da Enzo D’Agata, fu nel 1945 il loro giornaletto.

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LE BIOGRAFIE: Isidoro Privitera, l'uomo, l'imprenditore, il politico"

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Con Isidoro Privitera che fu il primo sostenitore del Centro culturale “V.Paternò-Tedeschi nel Novembre del 1985, inizia su “Il Prismatico” una nuova rubrica. Si intitolerà “Le Biografie” e riguarderà i personaggi catanesi che si sono distinti nei vari campi della Cultura, dell’imprenditoria, della politica e delle professioni in generale. Sarà curata dai componenti del comitato redazionale.

  Nel venticinquennale della scomparsa avvenuta il 18 Aprile del 1987, ricordiamo la figura umana, imprenditoriale e politica di Isidoro Privitera ( nella foto). Si vuole rendere omaggio cosìall’eclettico personaggio che, partitodalla “gavetta”,  è riuscì a raggiungere con successo, nel corsodi una vita alquanto movimentata, i vertici della politica catanese. Nella prima parte degli anni ’80, infatti, fu assessore e Vice-Presidente della provincia. Privitera, tra l’altro, è noto per avere denunciato all’autorità giudiziaria, brogli durante  le elezioni provinciali del 1985. L’accusa provocò, nel febbraio del 1987,  la temporanea caduta del consiglio provinciale e la conseguente indizione di nuove consultazioni elettorali circoscritte alle sezioni “incriminate”. Inevitabili  divamparono allora le polemiche, e le ripercussioni nel mondo politico etneo non si fecero attendere.Un vero e proprio scandalo che precedette di pochi anni quello ben più consistente scatenato poi da Tangentopoli.  Ma Isidoro Privitera, il “Commendatore” come tutti lo chiamavano per il titolo della Repubblica acquisito, dagli anni trenta  e fino alla sua scomparsa, non si occupò solo di politica ma si distinse per il suo intenso dinamismo in vari campi della vita economica e sociale cittadina: in particolar modo in quella imprenditoriale.

 

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