DAL LIBRO "TUTTO IL CATANIA MINUTO PER MINUTO": Aldo Cantarutti e il corno portafortuna.

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PARLA ALDO CANTARUTTI, MITICO CENTRAVANTI ROSSAZZURRO DEI PRIMI ANNI '80 DELLO SCORSO SECOLO.

 

"Quando nel 1974 a quindici anni arrivai negli spogliatoi del vecchio Filadelfia mi sentii spaurito: pensare che quei muri avevano ascoltato le grida di Maroso,Menti,Loik,Gabetto,Valentino Mazzola ti faceva tremare le gambe.Appena arrivati l'allenatore Rabitti ci disse che dovevamo imparare a detestare la Juventus per tre motivi: a)perche' eravamo del Toro. b)perche' la vera squadra di Torino eravamo noi mentre loro erano solo ospiti,tanto che li 90% dei loro tifosi domenicalmente venivano da fuori citta'.c) Perche' noi rappresentavamo il popolo e loro i padroni.
Il Cavaliere Massimino era davvero unico,ricordo che la sera prima del derby col Palermo nel 1982 venne da me e mi disse :'' Aldo prendi questo piccolo corno, vedrai che domani farai due gol'',lo guardai un po stranito,ma poi lo presi perche' mi sembrava male rifiutarlo. Il giorno dopo prima del match lo attaccai tra al parastinchi , poi feci due gol,ed in uno scontro involontario ruppi la gamba al portiere del palermo . A fine partita tra dolori lancinanti tolsi il corno e a momenti avevo bisogno di punti per chiudere la ferita che mi aveva procurato. Nel 1997 Proto mi chiamo' per darmi la primavera dell'Atletico. Rifiutai spiegandogli che per quanto ne sapevo,Catania aveva una squadra sola, che non era la sua.
Le due città che mi hanno dato piu' calore sono state Catania e Bergamo, ma Catania e' unica per il senso d'appartenenza che pregna i suoi tifosi, per il colore del suo cielo,per il suo stupendo mare. Tornero' in autunno,e spero di trasferirmi appena potro',mi sento catanese dentro,e nessuno me lo potra'mai togliere".

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